La sicurezza delle persone non si risolve con un singolo corso o con una simulazione di phishing. Serve una visione continua di ciò che le persone sanno, fanno, segnalano e possono esporre.
Riot riunisce sei pilastri in un’unica console, con metriche coerenti, responsabilità tracciabili e un audit trail unificato.
Formazione, simulazione, rilevamento, protezione, controllo dell’esposizione e monitoraggio delle credenziali: sei moduli che condividono metriche, contesto e audit trail.
Programmi di formazione calibrati su ruoli, rischi ed esigenze dell’organizzazione. Con Albert la formazione arriva nei canali di lavoro quotidiani come microlearning continuo; con Awareness Studio policy e documentazione aziendale diventano contenuti formativi contestualizzati.
Formazione che non rimane sulla carta.
Phishing, smishing e callback testano la resilienza dei dipendenti con attacchi controllati e realistici. Riot misura chi riceve, chi interagisce, chi segnala e chi completa il training correttivo, trasformando il comportamento in dati concreti.
Non ipotizzare la resilienza. Misurala.
Un messaggio sospetto può essere segnalato direttamente da Outlook o Gmail con un solo click. Inbox raccoglie le segnalazioni e le collega al resto della piattaforma, creando un flusso di rilevamento integrato nel lavoro quotidiano.
La sicurezza diventa parte del comportamento quotidiano.
Slash analizza il traffico email con un modello ibrido che combina metadati e semantica. Banner in-email, gestione dello spam, quarantena e protezione anti-impersonazione permettono di intervenire nel momento in cui la minaccia si presenta.
Protezione dove avviene il rischio.
Condivisioni esterne, file pubblici e applicazioni collegate via SSO creano superfici difficili da vedere. Sonar mappa le condivisioni, valuta il rischio e individua lo Shadow IT; per le applicazioni analizza i permessi OAuth realmente concessi e ne permette il blocco in un click.
Controllare senza bloccare il modo in cui le persone lavorano.
Le credenziali dei dipendenti possono finire in un data leak anche senza un’azione recente dell’utente. Breaches monitora quotidianamente le esposizioni nei leak pubblici, identifica le violazioni riconducibili a servizi compromessi e trasforma ogni esposizione rilevante in un’azione di remediation.
La sicurezza riguarda anche ciò che il mondo esterno sa già di te.
L’assistente di formazione di Riot
Albert è l’assistente di Riot che porta la formazione direttamente nei canali di lavoro quotidiani: chat, email e strumenti di collaborazione. Niente corsi da recuperare a fine anno, ma microlearning continuo, in pochi minuti, nel contesto in cui il rischio si presenta davvero.
Ogni interazione viene registrata e contribuisce alla postura di sicurezza della persona: cosa ha imparato, cosa ha applicato, quali argomenti richiedono un rinforzo.
Con Awareness Studio costruisci moduli di formazione in pochi minuti: un messaggio, una domanda, due risposte con il relativo feedback. Il modulo viene pubblicato e raggiunge le persone come una normale conversazione con Albert.
Contenuti brevi, contestualizzati e nella lingua di ogni utente: la formazione dura un minuto, non un pomeriggio.
Riot collega ciò che normalmente viene gestito attraverso strumenti separati. Il risultato è un ciclo continuo di costruzione, misurazione, rilevamento, protezione e remediation.
costruisce le competenze
misura la resilienza
raccoglie i segnali dalle persone
protegge in tempo reale
controlla l’esposizione dei dati
identifica le credenziali compromesse
Riot non nasce per aggiungere un altro livello di complessità al team di sicurezza. Ogni modulo è progettato per trasformare un segnale in una decisione: dalla vulnerabilità rilevata in una simulazione alla condivisione di un file sensibile, fino a una credenziale presente in un data leak, Riot porta il rischio dalla scoperta alla remediation.
Ogni segnale — una simulazione fallita, una segnalazione, un file condiviso all’esterno, una credenziale in un leak — viene raccolto e normalizzato in un’unica console.
Il segnale viene collegato alle persone, ai team e ai ruoli, così la responsabilità è sempre tracciabile e il contesto immediato.
Ogni evento viene pesato in base all’esposizione reale, alla criticità del dato e allo storico comportamentale dell’utente.
La piattaforma propone l’azione corretta: training mirato, revoca di una condivisione, blocco di un’app OAuth, reset di una credenziale compromessa.
Ogni remediation viene registrata, con evidenze tracciabili per governance, audit e compliance.
Con una console unica, Riot permette di avere una visione coerente della postura di sicurezza delle persone e di trasformare dati e comportamenti in attività concrete.
Formazione, simulazioni, segnalazioni, esposizione dei dati e credenziali compromesse confluiscono nello stesso ecosistema, con evidenze tracciabili per le esigenze di governance, audit e compliance.
Non limitarti a sapere quanto sei esposto. Sapere dove intervenire è ciò che fa la differenza.
pilastri in un’unica console
audit trail unificato
monitoraggio delle credenziali esposte
per segnalare o bloccare